Grazie al forte committment del Consiglio di Amministrazione, del Comitato per il Controllo Interno e dell’Alta Direzione, l’azienda ha approfittato della necessità di rispondere nell’immediato ai requisiti di Solvency II per creare un’ampia e completa base di informazioni sui processi aziendali.
Unipol ha creato un unico framework del Sistema dei Controlli Interni attraverso l’analisi dei rischi operativi e dei processi aziendali condivisi con tutte le funzioni interne e ha stabilito un approccio strutturato di tipo federativo per il Risk & Control Management.
Il Gruppo ha scelto MEGA come partner del progetto utilizzando la MEGA Suite a supporto della definizione della metodologia del progetto.
Grazie al fatto che la MEGA Suite può rispondere sia ad esigenze di Risk Management sia di analisi dei processi, Unipol ha potuto utilizzare un approccio business process driven per raccogliere ed analizzare informazioni pertinenti a livello consolidato che la Direzione e il Comitato di Controllo Interno possono utilizzare a supporto delle decisioni.
Il Gruppo Unipol cerca soluzioni per sfide regolamentari e di efficienza
Il Gruppo Unipol è un importante conglomerato finanziario in Italia. Con 7 miliardi di euro di premi raccolti, 6 milioni di clienti, circa 7.000 tra agenzie assicurative e sportelli bancari e 7.000 dipendenti, la società, presente da 50 anni sul mercato, è una delle principali aziende nel panorama assicurativo e bancario italiano (dati di bilancio 2011).
Negli ultimi anni, Il Gruppo è cresciuto rapidamente seguendo un processo di diversificazione e di espansione delle attività finanziarie realizzate attraverso la costituzione di nuove società e la realizzazione di una serie di acquisizioni.
Questa rapida evoluzione e trasformazione aziendale ha portato alla necessità di revisione e rinnovamento dei processi all’interno del Gruppo. In aggiunta, poco dopo l’inizio di questa revisione, è stato necessario adeguarsi alla normativa Solvency II. La convergenza di queste necessità ha spinto Unipol a gestire i due progetti nello stesso tempo e a non considerare le esigenze della normativa come una semplice iniziativa isolata per la Direzione Risk Management.
“Per raggiungere congiuntamente i due obiettivi, avevamo bisogno di una soluzione software che ci aiutasse a definire il modello interno per calcolare il Solvency Capital Requirement (SCR) e che al contempo permettesse la creazione di un unico framework dei processi e dei controlli interni in grado di soddisfare le necessità dei differenti dipartimenti aziendali” - spiega Vittorio Corsano, Capo Progetto Solvency II e Responsabile Rischi Operativi per il Gruppo Unipol.
Questo framework è stato condiviso all’interno delle diverse funzioni di Control Governance - Risk Management, Business Process, Legge 262, Compliance e Audit - in modo da incrementare la collaborazione tra le stesse. L’utilizzo di questo framework permette, infatti, alle diverse funzioni di accedere direttamente alle informazioni importanti che dovrebbero essere condivise tra i diversi gruppi di lavoro permettendo così a Unipol di rispondere ai requisiti regolamentari, migliorare le procedure operative e incrementare l’efficienza aziendale.
Il Gruppo Unipol unisce un approccio orientato ai processi con i rischi operativi
Una volta stabiliti gli obiettivi del progetto, è stato creato un team di lavoro dedicato al progetto Solvency II composto da rappresentanti delle funzioni di Operational Risk, Internal Auditing, Compliance, Legge 262 e Organizzazione. Il team ha quindi stabilito una relazione stretta con tutti i Dipartimenti principali del Gruppo.
Come parte della fase di pre-application di Solvency II, Unipol ha da tempo avviato il progetto di definizione del framework di gestione dei rischi operativi e del relativo modello interno per il calcolo del requisito di capitale. Il primo passo di questa fase è stato la definizione della metodologia: attraverso una serie di workshop si è provveduto a stabilire una visione comune dei processi e a definire delle modalità per migliorare la collaborazione tra le funzioni.
La metodologia di Gruppo integra le best practice di Risk Management dell’IRSA (Istituto per la Ricerca e lo Sviluppo delle Assicurazioni) e si focalizza specificatamente sulle attività di Risk & Control Assessment basate sul knowledge acquisito nel tempo dal Gruppo Unipol.
“La collaborazione tra le differenti funzioni di controllo, prima fra tutte l’Internal Auditing, e il dipartimento Organizzazione è stata la chiave del successo del progetto. Una buona comprensione dei nostri processi di business ci permette di identificare in modo esaustivo e preciso i principali rischi e i controlli efficaci nel corso del processo di Risk Self-Assessment (RSA)” - ha dichiarato Vittorio Corsano.
La valutazione è stata effettuata dai business process owner e completata grazie all’analisi delle serie storiche dei dati di perdita operativa. Per questa parte del progetto è stato definito un processo interno dedicato alla raccolta dei dati e degli eventi di perdita.
Unipol ha seguito l’approccio quantitativo per definire il modello interno per il calcolo del Solvency Capital Requirement (SCR). Un’analisi statistica è stata applicata ai dati storici di perdita, completata con l’analisi di scenario, pesando i dati secondo la metodologia definita.
Infine dei report, come le matrici business line/event type, sono stati resi disponibili per aiutare i diversi stakeholders e il management a comprendere i risultati.
Un approccio olistico migliora la collaborazione e aumenta i benefici
“Poiché questo progetto è stato considerato da Unipol non come un’iniziativa Solvency II gestita dal Risk Management ma come un’iniziativa globale che ha coinvolto tutti i dipartimenti di Control e Governance, è stato facile vedere rapidamente dei risultati positivi e tangibili all’interno delle diverse strutture del Gruppo” - ha sottolineato Vittorio Corsano.
Unipol ha preso una decisione accorta all’inizio del progetto Solvency II selezionando una soluzione software in grado di soddisfare le diverse esigenze delle funzioni di controllo e di raccogliere tutti i dati rilevanti - Processi, Rischi e Controlli - in un unico repository comune e condiviso.
Questa scelta ha permesso di consolidare la collaborazione tra le diverse funzioni, aspetto questo assolutamente necessario per la riuscita di un programma di questa portata perché permette l’ottenimento di risultati in modo rapido e una reale e solida comprensione degli obiettivi, dei mezzi e dei risultati da parte dei singoli e dei gruppi in azienda.
Questa iniziativa ha creato un vantaggio competitivo per Unipol. Ora l’azienda condivide un linguaggio comune grazie al quale si stabiliscono le priorità per le azioni correttive e si forniscono le informazioni rilevanti che la Direzione e il Comitato di Controllo Interno impiegano per prendere le decisioni. Tale condivisione d’informazioni ha, conseguentemente, permesso di migliorare l’operatività dell’azienda.
Unipol estende il progetto ad altri Dipartimenti di Controllo
Per aumentare i benefici di questo progetto, le altre funzioni di controllo di Unipol, come Legge 262 e la Compliance, svilupperanno delle metodologie condivise per l’intero Gruppo, basandosi su best practice allineate con quelle definite nel progetto.
MEGA è stato un partner importante per Unipol durante questo progetto ed ha fornito aiuto e supporto nella definizione della metodologia. “Quello che abbiamo apprezzato di MEGA Italia è che nella loro relazione concreta e quotidiana nei nostri confronti, ci hanno fatto sentire Parigi, e quindi l’headquarter di MEGA, qui a Bologna” - ha riferito Vittorio Corsano che aggiunge: “anche se abbiamo apprezzato il modello standard implementato nella soluzione, i requisiti del nostro progetto Solvency II hanno richiesto delle specifiche personalizzazioni. MEGA è stata prontissima nel mettere a disposizione le conoscenze e le competenze dei loro esperti per supportarci nella definizione del nostro specifico modello interno”.
IL GRUPPO UNIPOL
Unipol Gruppo Finanziario S.p.A., holding di partecipazioni e servizi quotata in Borsa, operativa dal 1° settembre 2007, è il risultato di un articolato processo di riorganizzazione societaria che ha progressivamente separato le funzioni centralizzate e di coordinamento, precedentemente svolte dalla Capogruppo Unipol Assicurazioni, dalle attività operative in capo a ciascuna società.
Dal 1° luglio 2011 il Gruppo e le Società che ne fanno parte tornano alla storica denominazione delle origini, Unipol, secondo una precisa strategia industriale che intende valorizzare la forte riconoscibilità di questo marchio e della sua peculiare storia.
Nato agli inizi degli Anni Sessanta con Unipol Assicurazioni, il Gruppo è cresciuto progressivamente nell’arco di oltre quarant’anni e attualmente si colloca fra le primarie compagnie italiane multi-ramo, forte di:
- 6 milioni di clienti
- 7 miliardi di premi raccolti
- circa 7.000 tra agenzie assicurative e sportelli bancari
- circa 4.000 Convenzioni (nazionali o territoriali) con Organizzazioni, Associazioni, Enti e Imprese
- 7.000 dipendenti






